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Libri e riviste // Pagina 5 di 114
30.06.2017 # 4875
Package design book

Daria La Ragione // 0 comments

Package design book

Julius Wiedemann

Il packaging è una forma d'arte sottovalutata. Poiché si tratta del primo dettaglio che colpisce l'occhio del consumatore, è in grado di influenzare le vendite di un prodotto. Ogni anno Pentawards rende omaggio all'arte del packaging conferendo una serie di riconoscimenti ai migliori design del mondo. I grafici partecipano in cinque categorie principali: bevande, cibo, prodotti per il corpo, prodotti di lusso, e altri mercati, per un totale di ben 44 sottocategorie. Con centinaia di opere selezionate, in questo volume troverete i vincitori Pentawards 2009–2012, la prova inequivocabile dalla creatività insita in ogni forma di packaging. Il saggio introduttivo, le descrizioni dei prodotti e una vasta quantità di immagini accompagnano il lettore alla scoperta del processo creativo e decisionale che coinvolge industrie e agenzie grafiche e si cela dietro la realizzazione di oggetti del nostro quotidiano. Questo volume, vera fonte d'ispirazione, non è dedicato solo ai professionisti del marketing e del grafic design, ma a chiunque sia interessato alla realizzazione di packaging. I curatori: Pentawards è il primo concorso a livello mondiale dedicato esclusivamente al packaging design in tutte le sue forme e aperto a chiunque operi nel settore. Oltre all'assegnazione dei premi, l'associazione si occupa anche di promuovere a livello mondiale una cultura del packaging design fra le aziende, i media, le autorità politiche ed economiche e il pubblico in generale. Julius Wiedemann ha studiato graphic design e marketing ed è stato art editor per varie riviste di design a Tokyo, prima di unirsi al team di TASCHEN nel 2001. Tra i numerosi titoli a suo nome spiccano Illustration Now. , le serie Record Covers, Information graphics, e diversi volumi sulla cultura pubblicitaria e dell'immagine.

Taschen

15.08.2017 # 4901
Package design book

Daria La Ragione // 0 comments

L'errore fotografico. Una breve storia

Clément Chéroux

Se il termine Fautographie - errore fotografico - sembra risalire a Man Ray, la pratica, nelle sue molteplici forme, è antica quanto la fotografia stessa. Cancellature e fallimenti, sorprese belle o brutte, détournements, lapsus e pasticci hanno delimitato la sua storia, fecondato le avanguardie, ispirato le teorie più importanti e le esperienze più fantasiose, suscitato dibattiti estetici spinosi quanto appassionanti. Secondo Gaston Bachelard «è in forma di ostacoli che bisogna porre il problema della conoscenza scientifica». È questo il modello epistemologico su cui si basa il presente saggio, che scommette sull'errore fotografico come strumento cognitivo: è nelle sue ombre, nei suoi scatti errati, nei suoi accidenti e nei suoi lapsus che la fotografia si svela e meglio lascia analizzare la sua natura. L'errore fotografico non si avvicina quindi alle fotografie errate con lo spirito con cui Rimbaud si avvicinava ai «dipinti idioti», e neppure difende o esalta ciò che dagli altri è vilipeso, per gusto stravagante o semplice civetteria. Non cede neppure alla tradizione letteraria dell'apologia paradossale, facendone l'elogio. Al contrario, questo piccolo trattato di «ematologia» fotografica, per esteti, storici dell'immagine e curiosi, cerca prima di tutto di circoscrivere i lapsus di quel medium e di comprendere ciò che rivelano, tenendosi a distanza dal semplice museo degli orrori, dalle collezioni che allineano esemplari anomali, sempre a rischio di sconfinare nella teratologia.

Einaudi

15.08.2017 # 4900
Package design book

Daria La Ragione // 0 comments

Lezioni di fotografia

Luigi Ghirri

Luigi Ghirri (Scandiano 1943 - Roncocesi di Reggio Emilia 1992) ha rinnovato con le sue fotografie il nostro modo di guardare il mondo, e c'è un'intera generazione di fotografi che non potrebbe esistere senza la sua opera. Durante il 1989 e il 1990 Ghirri ha tenuto una serie di lezioni sulla fotografia all'Università del Progetto di Reggio Emilia, lezioni che sono state trascritte, e in questo libro pubblicate; ognuna corredata dalle fotografie e dalle immagini che mostrava agli studenti e di cui parlava. È un libro di grande per avviarsi all'arte della fotografia e all'arte di Luigi Ghirri, e per pulirsi un po' lo sguardo. Con 180 foto a colori.

Quodlibet

24.07.2017 # 4895
Package design book

Daria La Ragione // 0 comments

Le nuove regole della scrittura.

Ann Handley

Nella società digitale, le parole sono i nostri emissari: raccontano al mondo chi siamo. Il modo in cui scriviamo può farci apparire intelligenti o stupidi. Ma può anche farci passare per persone confuse, sciocche o noiose. Una norma, questa, valida per buttare giù un listicle, per usare SlideShare e persino per maneggiare i termini che stiamo utilizzando in questo preciso momento. Ciò vuol dire che occorre scegliere le parole con cura, usare uno stile gradevole e parsimonioso, ricorrere a un'empatia sincera nei confronti del lettore. Ma significa anche prestare attenzione alla capacità, spesso trascurata, di fare marketing dei contenuti: saper scrivere e raccontare bene (ma davvero bene!) una storia vera. Essere in grado di comunicare nella scrittura è anche il fondamento del content marketing. In questo libro Ann Handley mette al servizio tutta la sua esperienza per guidarci nel processo e nelle strategie di creazione, produzione e pubblicazione dei contenuti, con consigli pratici pensati per ottenere risultati sicuri. Le lezioni e le regole di cui l'autrice ci fa dono possono applicarsi facilmente a tutti i contenuti online: pagine web, homepage, landing page, email, marketing, blog, post su Facebook, Twitter, LinkedIn e tutti gli altri social media. Le nuove regole della scrittura è una guida pratica alla creazione e pubblicazione di qualsiasi tipo di contenuto online, destinata a chi lavora per un grande brand o per una piccola azienda, o anche solo per se stesso.

Hoepli

24.07.2017 # 4894
Package design book

Daria La Ragione // 0 comments

Personal branding. Promuovere se stessi online per creare nuove opportunità

Luigi Centenaro, Tommaso Sorchiotti

Il personal branding è il processo per identificare, coltivare e comunicare nella maniera più efficace la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner dovrebbero scegliervi al posto di qualcun altro. Fare personal branding significa impostare una strategia per individuare i propri punti di forza, quello che vi rende unici e differenti rispetto ai vostri concorrenti, e per comunicare in maniera efficace cosa sapete fare, perché lo fate, come lo sapete fare e quali benefici siete in grado di offrire. Internet - e in particolare i social media - sono il "doping" del personal branding e lo hanno rivoluzionato completamente. I protagonisti della Rete moderna sono gli utenti, siete voi, siamo tutti noi... Quello che un tempo era privilegio di pochi - ossia la possibilità di produrre, distribuire e promuovere una propria idea o creazione - è ora a disposizione di tutti. Non comprendere la rivoluzione che è avvenuta in questi anni comporterebbe inoltre il rischio di uniformarsi al peggior nemico del personal branding: l'autopromozione.


Hoepli

30.06.2017 # 4874
Package design book

Daria La Ragione // 0 comments

CCCP.

Frédéric Chaubin

Nominato nel 2010 miglior libro sull'archittettura dall' International Artbook and Film Festival a Perpignan, in Francia, il volume Cosmic Communist Constructions Photographed del fotografo Frédéric Chaubin ci accompagna alla scoperta di 90 edifici situati in quattordici ex-repubbliche dell'Unione Sovietica. Secondo la definizione del fotografo, ciascuna di queste strutture è espressione della quarta epoca architettonica sovietica, il fenomeno di imborghesimento che avvenne tra il 1970 e il 1990, finora rimasto nell'ombra. A differenza degli anni '20 e '50 quest'epoca non è caratterizzata dalla nascita di “scuole” e correnti ufficiali. Gli edifici costituiscono un impulso disordinato dettato da un sistema in declino. Approfittando dello sfacelo della struttura monolitica, gli architetti si spinsero ben oltre il modernismo, optando per un ritorno alle radici oppure un'innovazione senza freni. Alcuni dei più audaci realizzarono progetti che nemmeno i costruttivisti avevano osato sognare (Družba Sanatorium a Yalta), altri diedero sfogo alla loro fantasia tramite tecniche espressioniste (Palazzo dei Matrimoni a Tbilisi). E ancora, gli edifici del campo di detenzione per minori, ispirati alle bozze di un prototipo di base lunare, rivendicano l'influenza suprematista (campo della gioventù Prometheus, Bogatyr). Fino ad arrivare all'“architettura parlante” tipica degli ultimi anni dell'URSS: un crematorio decorato con fiamme di cemento (Crematorium, Kiev), l'istituto delle scienze con il disco volante atterrato sul tetto (Istituto di ricerca e sviluppo, Kiev), la sede della vita politica che osserva la città come il Grande Fratello (Casa dei Soviet, Kaliningrad). In un calderone di stili e soluzioni bizzarre, questi edifici costituiscono le incredibili rovine di un sistema in ginocchio. Grazie alle peculiarità appartenenti a ogni regione, mettono inoltre in luce la vasta geografia dell'Unione Sovietica, nonché la sua fine imminente, le crepe nel sistema. Al tempo stesso, testimoniano le aspettative ideologiche dell'epoca, dall'ossessione nei confronti dello cosmo, fino alle speranze di riacquisire un'identità. L'autore: Negli ultimi quindici anni Frédéric Chaubin è stato capo redattore della rivista di lifestyle francese Citizen K. È autore di opere che uniscono la fotografia e contributi editoriali dal 2000. La sua ricerca per il volume CCCP, iniziata nel 2003 ed è terminata nel 2010, rappresenta un vero e proprio viaggio dettato dall'intuito e dalla creatività. Questo progetto è stato oggetto di mostre in tutto il mondo, dal Giappone agli Stati Uniti.

Taschen